mercoledì 10 luglio 2013

IL MAHABHARATA (1)




Il Mahabharata è il grande poema epico dell'Induismo,scritto tra il IV secolo AC ed  
il IV secolo DC.
E' un poema lunghissimo per cui necessariamente  qui sarà fatta una breve sintesi.

LA MALEDIZIONE DEI SERPENTI

Un giorno,il re Pariksht,arrivò alla capanna del saggio Shamika,ed avendo molta sete gli chiese qualcosa per dissetarsi,ma il saggio era in estasi profonda e non poté sentirlo,allora  il re prese un serpente morto e glielo appese al collo.
Dell'accaduto ne venne anche a conoscenza  il figlio di Pariksht, Shring,che,sebbene giovane,possedeva già forti poteri mistici.
Shring,per vendicare il padre,maledisse il re,prevedendo per lui la morte entra sette giorni.
Il re seppe della maledizione,ma essendo saggio,non si adirò,ma accettò la stessa come una giusta punizione.
Avvenne,dunque, che al settimo giorno, re Pariksht fu morso da un serpente e morì.
Al trono succedette Janamejaya,figlio di Pariksht,che desiderando vendicare il padre,ma nulla potendo fare contro il brahmano Shring,decise di sterminare il popolo dei serpenti.
Riunì quindi i più celebri  sacerdoti affidando loro il compito di  invocare con sacrifici la distruzione di tutti i serpenti.
I naga (serpenti) allarmati per l'imminente pericolo e sentendo vicina la loro fine si  rivolsero  al loro re,il saggio Vasuki.
Ma Vasuki così rispose:<<sappiate che già da parecchi millenni noi siamo maledetti e destinati a perire nel fuoco,ma ascoltate la nostra storia.Il nostro progenitore Kashypa sposò Kadru  e Vinita, alle quali fu concesso di avere a scelta o una prole numerosa e debole oppure pochi figli ma potenti, Kadrù fece la prima scelta,Vinita  la seconda.
 Un giorno,mentre passeggiavano lungo il mare videro un magnifico cavallo bianco,ma mentre Kadru sosteneva che la sua coda aveva anche dei peli neri,Vinita asseriva di no,finirono  col fare una scommessa:chi aveva torto sarebbe diventata la schiava dell'altra.
Durante la notte Kadru,presa dal dubbio,chiamò i suoi figli e disse loro della scommessa fatta e per essere sicura di vincerla ordinò di nascondersi nella coda del cavallo,da lontano sarebbero sembrati dei peli neri.
Ma i serpenti non vollero ubbidire,la madre adirata li maledisse prevedendo per loro la completa distruzione>>.
I naga si  misero a tremare,ma il loro re aggiunse:<<una via di salvezza però è possibile,esiste un saggio che può evitare  la distruzione totale dei serpenti,questo saggio si chiama  Jaratkara e sta cercando moglie,io  farò in modo che sposi  mia sorella>>.
E così avvenne,Jaratkara sposò la sorella di Wasuki e generò un figlio di nome Astika,che divenne un brahamana saggio e potente.
Intanto  il grande sacrificio andava avanti,i sacerdoti danzavano ed invocavano i loro mantra,il rogo diveniva sempre più alto,le piaghe coprivano il corpo dei danzatori attorno al fuoco.
Quando il sortilegio divenne abbastanza forte a migliaia i serpenti presero a precipitare nel rogo,ogni loro resistenza era inutile,l'odore della carne che bruciava era orribile.
Fu a questo punto che i serpenti chiesero l'intervento del giovane brahamana  Astika, che accogliendo la richiesta si recò sul luogo del rogo.
La sua fama era grande ed il re Janamejaya  ne aveva sommo rispetto per cui in segno di ospitalità gli promise qualsiasi cosa avesse chiesto.
Le proteste dei sacerdoti furono inutili,il giovane chiese ed ottenne l'interruzione del sacrificio,una parte dei serpenti fu così salva.
Fu a questo punto che uno dei saggi chiese di sapere come   era successo che i figli di Pandu si erano scontrati in una  guerra devastante con i loro cugini,a raccontare il terribile evento fu lo stesso Suta che disse di raccontare così come aveva sentito da  Vaisampayana.

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