mercoledì 10 aprile 2013

FORMA E SOSTANZA


FORMA E SOSTANZA



Le parole hanno un peso...
Le parole sono sassi.
Quante volte l'abbiamo detto,o l'abbiamo sentito dire,ma forse sarà per questo che vi è la tendenza  a toglierle quel peso cambiando la forma pur lasciando invariata la sostanza.
Oggi non si dice più il tale è morto,preferiamo dire  che è venuto meno,è mancato,ci ha lasciato.
E per prostituta? E' una escort,per cameriera usiamo colf,per spazzino operatore ecologico.
Ma tale sforzo di fantasia rivela tutta la sua  pochezza, nella sostanza nulla è cambiato,il morto resta tale,la prostituta non nobilita il suo lavoro chiamandola diversamente,così per cameriere e spazzino.
Ed allora? Allora vale sempre e comunque la finzione,l'illusione che la parola nasconde,il dire e non dire,il voler far credere che si possa cambiare la realtà delle cose chiamandole diversamente.

IL FILO' RACCONTA


IL FILO' RACCONTA

C'era una volta  lontano lontano un paese piccolo piccolo,dove tutti si conoscevano e dove tutti sembrava credessero alla favole, ebbene ,in questo paese viveva una donna molto povera,tanto povera da non possedere  neanche  la padella per cucinare,
Per sua fortuna la sua vicina era una brava donna,sempre disposta a darle una mano e quindi volentieri le prestava al bisogno la sua padella.
Una volta la brava donna si vide restituire dalla vicina non solo  la padella che  le aveva prestato,ma anche un piccolo,piccolo padellino,meravigliata chiese,
-io ti ho prestato solo la padella,perché mi rendi anche un padellino?
Al che la donna rispose:
-Mia buona amica,la tua padella,in questi giorni ha partorito un figlio,essendo tua la padella ti appartiene anche il padellino.
La donna rise tra se per la stupidità della sua amica,ma finse di crederci e si prese i due oggetti.
Ma avvenne  che ancora la donna chiese in prestito la padella,ma questa volta non fu sollecita a restituire  quanto avuto,anzi all'amica che le chiedeva la restituzione  così candidamente rispose:
-Oh! Mi dispiace,ma la padella è morta.
La padrona della padella andò su tutte le furie dicendo che una padella non può morire,la furba donna la lasciò sfogare poi esclamò:
-Come? se una padella può fare un figlio,può anche morire.
La donna che aveva prestato la padella capì di essere stata ingenua e riconoscendo la sua mala fede non pretese nulla.

NUVOLE ED AQUILONI


NUVOLE ED AQUILONI

Nell'uomo il pensiero  ed i ricordi si accumulano anno dopo anno e inevitabilmente danno il segno del suo modo d' essere.
Ma se il pensiero si evolve i ricordi si cristallizzano, spine dolorose di un tempo lontano,gocce tremule di gioia di giorni sereni,comunque e sempre attimi di nostalgia per qualcosa che non può tornare.
I ricordi ti danno il senso del tempo,del tempo che passa,del tempo che non ritorna,del tempo che hai vissuto.
Tra i ricordi lontani quelli della fanciullezza sono i più belli.
Altri tempi,altri sogni, altre speranze,allora correvi come le nuvole nel cielo e volavi in alto come gli aquiloni;i colori tingevano l'aria come l'arcobaleno dopo la pioggia,uccelli di carta che al vento di Aprile schiudevano le ali per librarsi sempre più in alto.
Portavano lontano i sogni,li confondevano con le nuvole del giorno ed il filo che li tratteneva come in prigione quasi sempre finiva col rompersi ed allora si alzavano sempre più in alto e si confondevano nel nulla.
Aquiloni:costruiti con le tue mani,la scelta della carta,leggera e colorata,la costruzione delle stecche di canna,lavorate sottili per essere leggere,le lunghe code intrecciate a collana e poi via nel vento della Primavera,rondini scappate dal nido e destinate a mai più tornare.
Gli occhi fissi in alto ne seguivano il volo, le mani tremavano nel reggere il filo mentre sempre più in alto si allontanava un sogno

LA PALESTINA AI TEMPI DI GESU'


PALESTINA AI TEMPI DI GESU'

Fin dai tempi di Pompeo la  Palestina era tormentata da rivolte,assassinii e crudeli repressioni.
Ai tempi di Erode (37 a.C.-4 a.C.) era divisa: a nord la Galilea,indipendente,ricca per l'agricoltura e la pesca,i suoi abitanti praticavano una religione piuttosto liberale perché mitigata  dall'influenza greca.
In questa regione trovavano rifugio  i ribelli giudei.
Al centro la Samaria e a sud la Giudea con la capitale Gerusalemme.
Erode governò con crudeltà e tirannia,collaborando con l'autorità romane.
Tiranno, crudele e sanguinario,fece uccidere il suo stesso erede,alla sua morte l'anarchia regnò sovrana,ribellioni e rivolte ,assassinii e violenze di ogni genere erano all'ordine del giorno,finché i Romani  non ne fecero una loro provincia nominando governatore prima Filippo e poi Ponzio Pilato.
Durante la fase di repressione i Romani fecero crocifiggere più di 3000 giudei.

SETTE RELIGIOSE DEL PRIMO SECOLO


Sette religiose del I secolo d.C.




Il giudaismo, ai tempi di Gesù,presentava al suo interno varie divisioni dette sette,tra queste le più importanti erano le seguenti.
I SADDUCEI
Questi comprendevano la parte più ricca  e nobile del popolo giudaico,infatti erano gli aristocratici del tempo,le famiglie dei sacerdoti e tutte quelle persone dotte  che si vantavano di possedere un pensiero libero.
Essi gestivano tutti gli uffici pubblici,dalle banche all'amministrazione del Tempio,le sole leggi che osservavano erano quelle delle Sacre Scritture,al di fuori di esse erano liberi di decidere ciò che era bene e ciò che era male.Non credevano nella resurrezione del corpo,né nell'immortalità dell'anima,conseguentemente ritenevano che dopo la morte non ci fosse premio o condanna,ciò nonostante applicavano le leggi in modo molto rigido anche se vivevano nel lusso.
I FARISEI
Rappresentavano la parte più consistente  del popolo,osservanti fanatici delle leggi che Mosè aveva consegnato a Dio,ogni loro atteggiamento era regolato dalle Sacre Scritture,che andavano non solo osservate,ma insegnate e tramandate oralmente.Per loro l'anima era immortale,l'uomo era libero di scegliere tra il bene ed il male e alla morte avrebbe subito il giudizio di Dio.
Stimavano i Sadducei empi e pagani e contestavano loro l'amministrazione pubblica.
Per i Farisei l'anima si  reincarnava dopo la morte.Rispettavano gli scribi e gli uomini istruiti,disprezzavano gli ignoranti,al contrario dei Sadducei che erano filo romani, nutrivano un alto senso di nazione.
GLI ESSENI
Questa setta era divisa in tanti sotto gruppi,praticavano il celibato e la comunione dei beni,predicavano le idee messianiche che le Scritture tramandavano,si aspettavano una nuova alleanza  tra Dio ed il loro popolo,avendo questo  ormai dimenticato  la vecchia alleanza di Mosè.
Disprezzavano i Sadducei ,vivevano una vita di povertà ed estremamente ascetica.
GLI ZELOTI
Gli Zeloti erano una setta  molto turbolenta,per loro il popolo eletto non poteva avere padroni al di fuori di Dio,conseguentemente si consideravano guerrieri la cui missione era quella  di liberare la loro patria dal dominio di Roma,per tutto il resto il loro comportamento era simile a quello dei Farisei.
I SICARI
Erano questi una frangia estrema  degli Zeloti,detti Sicari per il corto pugnale che portavano nascosto sotto le vesti e che serviva loro per commettere omicidi mentre si mescolavano con la folla.

Con la rivolta del 66 d.C. contro i Romani i Sadducei scomparvero,a volte trucidati dagli stessi Zeloti.
Gli Esseni continueranno ad aspettare il Messia chiudendosi in conventi,mentre i Farisei  apriranno scuole religiose nella speranza di tenere  unito religiosamente il popolo.

FOLLIA


POESIA




                FOLLIA

Solo nella notte.
Ecco....
son ombre?
Son uomini veri?
Ho paura o son pazzo?
Solo nella  notte.
No...
laggiù corre un gatto,
i suoi occhi
son luci nel buio,
i miei son solo
più tristi.
Scompare la luna ,
mille ombre
mi saltano addosso,
non grido
perché non ho voce,
è paura?
Son solo
e la notte s'avanza.

martedì 9 aprile 2013

DIRUPI


DIRUPI


Lontano nel tempo,tra i monti inesplorati del sud,viveva un paese felice.
Per trovarlo era necessario  inerpicarsi su ripidi sentieri,ad ogni passo si rischiava di precipitare in burroni senza fondo,eppure gli abitanti del villaggio percorrevano quei monti con l'agilità delle capre,sicuri che all'antico castello nessun nemico mai si sarebbe avvicinato.
L'amore per la terra aveva reso quei luoghi ospitali ,non si ostentava ricchezza,ma a sera un pezzo di pane era pronto per tutti.
Ma un giorno,un brutto giorno,la terra si mise a tremare,la natura sconvolse sentieri e sterpaglie,in pochi attimi spazzò via le case,distrusse quanto con fatica l'uomo aveva negli anni costruito,non risparmio neanche la gente,le donne i bambini inermi.
I pochi superstiti non ebbero possibilità di scelta alcuna,raccolsero le misere cose rimaste e si trasferirono altrove,decisi a fondare un nuovo paese.
Ora le vecchie ferite mostrano il loro dolore al tempo che cerca di cancellare il ricordo,ma esso resta attaccato ai dirupi,tra monti impervi e gole profonde e quando di notte il visitatore  si attarda tra i ruderi rimasti,nella notte,lungo i vecchi sentieri,vede accendersi mille fiammelle:sono le anime dei morti che tornano a casa.